La Chiesa di San Magno

La chiesa di San Magno

Vergine di San Magno

interno

Santi Paolo e Pietro

La chiesa di San Magno o San Manno, si trova appena fuori dalle mura urbiche nella strada che collega Foligno a Montefalco all'altezza del bivio per Corvia. Si suppone che nella prima edificazione la chiesa fosse di stile romanico e di dimensioni più ridotte. La prima citazione, in documenti ufficiali, risale al 1210 quando il papa Innocenzo III la nomina nel Privilegio di Eligio Vescovo di Foligno. Intorno al XIII sec. dovrebbe essere stata una collegiata, infatti vi figuravano un Priore ed alcuni Canonici. La Chiesa di San Magno de'Machisielli doveva avere una cospicua reddita se un documento del 1295, stima le entrate di 1740 libre e 16 soldi. Sicuramente in questo anno era già una collegiata che aveva, probabilmente, in comune con Santa Maria Infraportas il Priore. Nel 1400 si ebbe l'avvicendamento di tre parroci nella cura della parrocchia; tali cambiamenti stancarono gli abitanti che chiesero ed ottennero dal Vescovo Onofrio Trinci, di essere incamerati nella parrocchia di Santa Maria Infraportas. Un'altra versione, suffragata dallo storico Ludovico Jacobilli, recita che in quel tempo la parrocchia venne soppressa perché a causa delle guerre e del passaggio dei soldati, la popolazione si era trasferita tutta al riparo delle mura. Fra il 1408 ed il 1413 il territorio folignate venne devastato dalle bande di Braccio da Montone e dal Re Ladislao di Napoli, il quale tagliò il ponte che era prospiciente la chiesa. Nel 1476 il Papa Sisto IV durante il soggiorno a Foligno, con apposita bolla, ne soppresse la collegiata. La chiesa conobbe un periodo di oblio lungo circa un secolo; finche nel 1572 il Comune istituì una fiera pubblica che si tenne nella strada che da Santa Maria conduce alla chiesa di San Magno. Dell'antica basilica non resta nulla di visibile, fu rigenerata nelle forme attuali nel 1587 con le offerte raccolte dal pio eremita Carlo Maria Sauri. Nella vita del Ven. Giovanni Battista Vitelli, un educatore paragonato da alcuni a san Filippo Neri, si racconta che appena fuori dalle mura vi era un'immagine affrescata su di un vecchio muro posto vicino al fiume Topino, detta la Madonna di San Magno. Molte persone la consideravano miracolosa per grazie ricevute o presunte. Il ven. vi si recava ogni Sabato al fine di rivolgere la sua parola ardente ai convenuti e di presiederne le liturgie; sembrerebbe che in un primo tempo avesse pensato di stabilirsi a San Magno, prima di fondare l'oratorio del Buon Gesù. Durante la guerra di successione Austriaca (1742), in occasione del passaggio dell'esercito spagnolo, la chiesa divenne un ospedale da campo con annesso cimitero, e nel 1744 lo divenne per gli austriaci. Nel 1747 il Vescovo mons. Maffei poté restituirla al culto e poiché si trovava in aperta campagna ed in un luogo fertile, divenne il centro devozionale per il culto di un Santo Agricoltore; San Isidoro. Nel 1770 ad opera di mons. Domenico de Rossi, cappellano segreto del Papa, venne istituita la confraternita di sant'Isidoro. Non sappiamo se la chiesa venne confiscata e poi restituita con l'unità d'Italia, ma c'è una lapide che attesta la riapertura al culto dopo 15 anni di usi profani nel 1884. Durante l'ultima guerra venne adibita a magazzino, questa volta lo stato ne riparò il tetto. Al termine del conflitto venne di nuovo riaperta al culto. Attualmente dopo un lungo lavoro di restauro n conseguenza del Terremoto del 2007 e sopravvenute complicazioni, la Chiesa è stata riaperta la culto e poichè la Basilica di santa Maria Infrapotrtas è attualmente interessata a dei lavori di restauro svoge le funzioni di Chiesa Parrocchiale.

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