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Appena entrati nella Basilica, si apre sulla sinistra la cappella dell'Assunta o dei Santi Pietro e Paolo. Questa parte è la più antica della chiesa; una costruzione rettangolare di mt 5,50 x 4,20 con un'altezza massima di mt 5,90 nel punto più alto della volta. Narra una leggenda che l'edificio sia stato costruito rimaneggiando un presistente tempio dedicato alla dea Diana. In occasione dei restauri del 1855 fu posta la seguente iscrizione in latino: " S. Crispoldo martire, discepolo di S. Pietro, primo vescovo di Foligno e Bettona, nel primo secolo, anno 58, consacrò e dedicò all' Onnipotente Dio in onore della Madre di Gesù Assunta in cielo, dopo averlo riscattato all'antico culto della dea Diana, questo antico tempio suburbano, primo in Umbria, che i Santi Pietro e Paolo raggiunsero per "celebrare i Sacri Misteri e per essere ospitati". Il passaggio dei Santi apostoli è suffragato da leggende che vedono attribuire, quale dono di ringraziamento, ai discendenti maschi della famiglia Cancelli, nell'omonima località montana posta a 12 Km da Foligno. il potere di guarire dalla sciatica. Un'altra ipotesi, vorrebbe che la cappella sia stata costruita sulla stanza di un cittadino che ospitò gli apostoli. L'interno della cappella presenta due finestre a bifora ed una porticina. Sullo strombo della prima bifora vi sono dipinte due figure, notevolmente deteriorate, a sinistra S. Michele Arcangelo e a destra San Dimas. Secondo la tradizione evangelica, Cristo venne crocefisso fra due ladroni. Dimas, qui raffigurato appoggiato alla croce, è considerato esempio di dolore perfetto ed è il patrono dei condannati a morte. Il dipinto potrebbe essere opera di Alberto Sotio, un pittore attivo sullo scadere del XII sec., o di un suo seguace. La parte più interessante è l'affresco bizantineggiante posto in fondo dietro l'altare, rappresenta Cristo benedicente, al modo greco cioè con tutta la mano ad accezione dell'anulare, fra i santi Pietro e Paolo. Sotto le tre figure vi è un finto arazzo a orbicoli con leoni inseriti in sei tondi. L'affresco è posto in una nicchia che era stata murata nel XVII secolo e tornata alla luce nei restauri del 1855 . Più avanti, a sinistra, una colonna quadrata ed un'iscrizione ricorda che potrebbe trattarsi della base del primo altare. |